Non è un paese per disabili

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Il 3 dicembre di ogni anno ricorre la “giornata internazionale per le persone con disabilità”, giornata che ha come fine la sensibilizzazione della società verso questo tema spesso trascurato.

A Cinisi si contano circa 70 persone con disabilità gravissime e innumerevoli casi di persone con disabilità gravi o più lievi. Alla luce di queste riflessioni sorgono alcune domande: i nostri disabili sono veramente assistiti dalle istituzioni? Cosa ha fatto l’amministrazione in questi anni per fornirgli i servizi necessari? Nel nostro paese, il problema dei disabili sembra poco conosciuto come se riguardasse solo loro e le loro famiglie.

Facendomi queste domande, che spero si sia posto anche il lettore, ho voluto ascoltare alcune famiglie direttamente interessate e, attraverso le loro testimonianze, la sensazione che si percepisce è una sorta di abbandono.

Queste persone mi hanno raccontato come siano assenti alcuni importanti e fondamentali servizi: l’assistenza sanitaria, fisioterapisti e infermieri a domicilio. Infatti, per far fronte alle ingenti spese mediche, avrebbero bisogno di assistenza economica soprattutto nei casi in cui il paziente è affetto da una gravissima forma di disabilità (disturbi psicomotorio per esempio). Inoltre, a creare ulteriori disagi è la complessità della macchina burocratica che rende difficile l’informazione dei servizi regionali di cui le famiglie possono usufruire.

Ai più giovani mancano i servizi di trasporto per raggiungere le scuole o i centri specializzati per il trattamento delle loro patologie.

Visti questi problemi l’assistenza pressochè assente dei servizi grava economicamente sulle famiglie come se già la disabilità di un membro del nucleo familiare non sia terribilmente angosciante.

Di fronte a tali difficoltà, queste famiglie, hanno portato avanti in passato battaglie che non hanno evidentemente scosso la sensibilità dei nostri amministratori.

Qualcuno potrebbe dire che negli ultimi giorni la politica Cinisense ha aperto gli occhi sul problema, stanziando fondi (10.000 euro circa) destinati al “centro polivalente Salvatore Zangara” per la costruzione di un piccolo parco giochi, azione politica che sembrerebbe sottolineare quanto l’amministrazione abbia a cuore questo tema. Ma sentendo le parti in causa pare evidente che le necessità siano ben altre (servizi, assistenza sanitaria etc…) e che un parco giochi non possa soddisfare i bisogni di questi cittadini.

La politica si è inoltre occupata anche del servizio del trasporto, necessario per tenere impegnati in attività manuali e di svago queste persone, proponendo l’acquisto di un pulmino (15.000 euro circa) ma inspiegabilmente, in sede consiliare, l’emendamento viene ritirato dai consiglieri proponenti nonostante alcuni ragazzi da circa un anno ormai, per la carenza di questo servizio, non frequentano più la scuola.
Questo denota che i politici nel nostro territorio non abbiano idea di cosa serva a queste famiglie, deviando l’attenzione dal tema dei servizi.

Una cosa è certa: questo è un tema che rientra nella sfera dei diritti e della solidarietà e non di strategie politiche che accendono la dialettica strumentalizzando sulla pelle di chi ha bisogno di aiuto.

I politici cinisensi non possono più fare proclami mediatici e visite di cortesia illudendo le famiglie che il problema sia in procinto di risolversi.

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