CHE TRISTEZZA, SASA’

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Ci sarebbero i presupposti per chiedere non solo la restituzione del cachet ma addirittura un risarcimento. Perchè battute (se così si possono definire) così squallide, volgari e per nulla divertenti non si propongono nemmeno a una platea di bifolchi. “Un tizio aveva un piercing nel sedere e quando scorreggiava emetteva suoni”; “un uomo e una donna col piercing sui genitali rimangono impigliati mentre fanno sesso”; “anche in Sicilia arrivano i profilattici con la musica … (mimando l’atto sessuale sulle note delle canzoni siciliane)”; “un tizio trova la moglie a letto con un altro, entrambi nudi, lei lo rassicura dicendo che è colui che paga le spese della famiglia, allora il marito consiglia di mettergli una coperta addosso per non fargli prendere un malanno”. Ecco una breve carrellata di gag (?) che il comico (?) Sasà Salvaggio ha proposto al pubblico di Cinisi. Un pubblico che ha riempito la piazza ma che evidentemente si aspettava e si meritava ben altro, rispondendo con rarissimi e timidissimi applausi.
E’ accettabile finanziare con soldi pubblici eventi di così basso livello? No, non lo è. Certo, non si può non apprezzare lo sforzo di chi ha organizzato lo spettacolo di ieri sera, riportando tra l’altro un po’ di movimento nel centro del paese. Ma occorre prestare maggiore attenzione nella scelta degli artisti senza lasciarsi ingannare dal nome famoso. Cinisi merita ben altro.
E dire che a pochi passi di distanza, in un’attività commerciale, si esibiva una coppia di bravissimi musicisti locali. Una voce e una chitarra in grado da soli di far passare ore piacevoli agli avventori, mentre qualche metro più in là qualcuno cercava di fare ridere parlando di ciclo mestruale che le donne siciliane – a suo dire – si ostinano a definire “le mie cose” o “gli ospiti”. Squallore.

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