Vedi la via del mare quant’è bella …

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Inaugurazione in pompa magna dell’importante arteria strategica. Banda musicale e
majorette alla presenza dei due sindaci Palazzolo e dell’ex presidente del senato
Schifani.

La presenza di Renato Schifani, esponente di una politica giurassica, artefice però dei
primi finanziamenti, la dice lunga su quella che è stata la travagliatissima storia della
via del mare, così piena di corsi e (soprattutto) ricorsi. Ieri Cinisi era in festa e il
clima di festa non va certamente rovinato rispolverando le molte polemiche
susseguitesi nel tempo, i disagi che hanno dovuto affrontare i cittadini di Cinisi in
tutti questi anni e la sofferenza delle sospensioni delle loro auto.
E’ stata una celebrazione in grande stile con i sindaci del passato, del presente e
probabilmente del futuro, come in una favola di Dickens, che dal palco hanno fatto a
gara a prendere la parola per ringraziare tutti coloro i quali, per un motivo o per un
altro, hanno contribuito alla realizzazione della strada. E se si considera quanto tempo
c’è voluto, i ringraziamenti in scaletta erano davvero tanti.
C’era anche Giovanni Impastato (il sindaco Giangiacomo Palazzolo ha giustamente
tenuto a ricordare che la strada è in realtà intitolata al fratello Peppino) ad ascoltare
l’intervento contro la mafia dell’ex presidente del senato Schifani, capace di
sdoganare in maniera più che convincente quel principio secondo il quale l’antimafia
ha un solo colore politico.
Certo, ha lasciato un po’ perplessi il registro della cerimonia, in pieno american style
(evidentemente strascico della recente inaugurazione della via Butera), e intrisa di
propaganda a barili. Banda musicale, majorette e bambini in costume che qualche
buontempone ha scambiato per balilla. E’ pur vero però che a Cinisi le inaugurazioni
in pompa magna sono ormai l’abitudine. E’ ormai prassi ostentare celebrazioni
solenni per ogni cosa, pure per una fontanella restaurata (con foto di rito
dell’assessora che beve leggiadra), figuriamoci se non si mette in scena tutto il
possibile kitsch in occasione di un evento del genere.
E così Cinisi finalmente scopre di essere un paese con il mare, così lontano fino a ieri
dal suo centro abitato e ora molto più facilmente raggiungibile. E se in passato la sua
economia – come si legge su Wikipedia – “si basava sul terziario e che il traino era
costituito dal settore agricolo, grazie agli ortaggi e alla produzione casearia, basata
sulla trasformazione del latte della famosa vacca cinisara” oggi, insieme
all’aeroporto, può aggiungere un ulteriore e importante tassello in ottica sviluppo del
territorio e trarre beneficio da una fonte importante per l’economia qual è il turismo.
Dice bene il presidente emerito Schifani quando afferma che il mare, da oggi meno
lontano, può rappresentare la svolta per Cinisi. Una svolta che irrimediabilmente

passa sì dall’incremento turistico, ma anche e soprattutto da un’idea di turismo
profondamente diversa da quella corrente adottata dagli attuali amministratori,
sicuramente incolpevoli poiché da troppo poco tempo impegnati a confrontarsi con
questa importante risorsa. Nei primi passi nel mondo del turismo, infatti, finora
l’attenzione è stata posta principalmente su quelle che sono le presenze, soprattutto
serali, nel territorio del comune. Celebri sono i post sui social del sindaco in cui
elenca il numero degli avventori dei vari locali sparsi nel territorio. Beh, non è
proprio turismo quello lì. Ma gli amministratori di Cinisi, quelli attuali e quelli che
verranno, avranno il tempo per capire che lo sviluppo del turismo passa da tantissimi
fattori: accoglienza, pulizia, servizi, strade accessibili, eventi culturali, promozione
del territorio, diversificazione dell’offerta, rivalorizzazione del centro storico etc.
Insomma, è evidente che se si vuole offrire il prodotto Cinisi al turista bisogna
cominciare ad andare un po’ oltre la politica dei cocktail-bar e degli spettacolini di
cabaret in piazza con le sedie pieghevoli portate da casa. Ma soprattutto bisognerà
fare in modo che quella strada – la via del mare – non solo conduca Cinisi verso il
mare, ma che permetta il percorso inverso, e cioè il mare verso una Cinisi (intesa
come centro abitato) sempre più spenta. Un percorso inverso che consenta al paese di
riprendere fiato e garantire così linfa a quei tanti imprenditori e commercianti che su
Cinisi hanno investito.
Ma intanto W Cinisi, santa Fara e la via del mare!

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