Intervista ad Angelo Nicchi

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Vorrei fare un’intervista su tre piani: nazionale, regionale e comunale. Anche perché sei dirigente provinciale di forza italia

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perché ex, che cosa è successo?

Perché, ho iniziato la mia avventura partitica in forza Italia nel 2015, in questo periodo ho ricoperto vari incarichi a vario livello, ma oggi decido di lasciare, precisando che non c’è stata alcuna rottura, infatti ho mantenuto buoni rapporti con i vertici del partito. Mi ritengo sempre di centrodestra, ma ho deciso di riflettere sul nuovo quadro e i nuovi assetti regionali e nazionali alla luce del risultato delle elezioni nazionali. Comunque, prima di un eventuale adesione ad altro movimento politico voglio concentrarmi di più nell’ambito locale.

Parlando della situazione nazionale. Pensi che un centrodestra a trazione leghista, con un partito come forza Italia marginale all’interno della coalizione, possa avere un futuro oppure Salvini percorrerà la strada dell’alleanza con il movimento 5 stelle?

Penso sinceramente che la lega per sua natura sia più portata ad avvicinarsi ai 5 stelle, vedo i loro obiettivi assai simili, tant’è che sono stati gli unici a poter trovare un punto di incontro. Sono entrambi partiti populisti ed euroscettici, quindi non penso che si siano alleati per spartirsi poltrone, ma vedo la loro come un’alleanza programmatica. Forza Italia la vedo, paradossalmente, opposta alla lega e più vicina al PD. come abbiamo visto con il patto del nazareno tra Renzi e Berlusconi. Suppongo che con la nascita della terza repubblica sia stata aperta una crisi all’interno del centrodestra, con l’isolamento di Forza Italia ed anche con il tradimento di un patto di coalizione, anche questa ragione ha spinto la mia riflessione politica.

Viste le frizioni tra Musumeci e Micciché pensi che la maggioranza che ha vinto le elezioni rimanga questa o si replicherà l’alleanza romana?

Ho conosciuto di recente gli ambienti dell’ars. Vedo un po’ di tensione fra i due che poi viene smorzata subito da Miccichè. I due sono persone abbastanza diverse, Musumeci predilige l’aspetto tecnico della politica, mentre Micciché è più portato a ragionamenti più strettamente politici. Ad esempio l’ultima polemica per la presenza di Musumeci a Pontida. Io mi sento di giustificare Musumeci, anche perchè non è una colpa essere amico di Salvini. Inoltre, diventerà bellissima, essendo un movimento regionale ha bisogno di stringere relazioni nazionali, vale la lega, come per fratelli d’italia. Questa vicinanza di Musumeci alla lega è sia istituzionale, che politica e potrebbe creare turbolenze all’interno della maggioranza. Il Presidente della regione sta anche provando a dialogare con il M5S, con cui penso si possa creare un asse su singoli punti programmatici, ma riconoscendo il grande spessore morale di Musumeci dubito che sia propenso a cambiare la maggioranza che ha vinto le elezioni, iuttosto tornerebbe a votare.

Passando al locale ci fai bilancio di questi 4 anni di amministrazione visto che oltre ad essere consigliere sei stato anche assessore?

Alle scorse elezioni sono stato eletto consigliere comunale primo nella mia lista, e sono stato nominato subito capogruppo e presidente della commissione regolamenti e servizi sociali ma dopo qualche mese ho deciso di andare incontro alle necessità del sindaco viste le dimissioni di Inzerillo, essendo assessore sapevo già dove mettere le mani per organizzare un’estate last minute, senza soldi. Dopo un anno e mezzo ho deciso di dimettermi perché non sentivo più quell’energia che avevo prima per motivi personali e ricoprendo tanti incarichi dovevo anche lasciare spazio scegliendo di fare quello per cui i cittadini mi hanno votato cioè il consigliere. ho deciso quindi di riiniziare da capo, perché secondo me in politica bisogna fare un po’ come la ginestra, per fare un riferimento letterario, che si abbassa, viene coperta dalla lava e poi trova la forza per rialzarsi. Io ho fatto questo passaggio politico attraversando anche un momento di difficoltà personale e di sicuro non potevo mandare l’assessorato a rotoli quindi ho pensato al bene comune. Nei 3 anni in cui ho fatto l’assessore il comune versava in una condizione economica difficile, per esempio nel 2014 avevo a disposizione 35000 euro per organizzare tutto l’anno mentre adesso si parla di 75000 solo per il carnevale. Ho organizzato tutto grazie ad una sinergia tra associazionismo, commercianti e comune, con poche somme ho organizzato natale, carnevale ed estate. Altre cose degne di nota che ho realizzato in quel periodo sono state: la biblioteca in spiaggia, l’istituzione della linea turistica urbana dalla piazza alla spiaggia. diciamo che tutto quello che ho fatto è stato propedeutico ai risultati di questa amministrazione. Posso dire che amministrare un comune è come coltivare, Noi per i primi 2 anni e mezzo abbiamo seminato e il raccolto sta iniziando ora. abbiamo posto un accento importante sul tema dei rifiuti che ha attanagliato non solo il nostro comune ma anche la regione da sempre, con l’inizio della raccolta differenziata con alte percentuali inoltre abbiamo concluso l’iter dell’aro ambito di raccolta ottimale con Terrasini, è stata aggiudicata la gestione in più il frutto che si deve raccogliere è la riduzione della tassa che abbiamo già previsto per il 2019 e che prevederemo in maggiore parte per il 2020. Inoltre, abbiamo previsto nei capitoli di bilancio fondi per il diritto allo studio, efficentamento energetico ed opere pubbliche.

Ritengo che questi traguardi siano frutti della semina fatta dall’amministrazione di Salvatore Palazzolo e che qualsiasi suo successore li avrebbe raccolti. Ma non scordiamoci che è grazie all’attività, principalmente sul bilancio dei consiglieri, che si possono realizzare le opere di cui il paese ha necessità. Per questo voglio ringraziare i miei colleghi di maggioranza. In conclusione io darei un buon voto a questa amministrazione.

Questa amministrazione si può definire di centrodestra?

No, perché ha mantenuto un profilo civico che la caratterizza, abbracciando tutti i partiti, abbiamo consiglieri del pd, di forza italia, di tanti parti. La coalizione rimane civica, perché proviene dal movimento per Cinisi che amministra il paese da 15 anni. Abbiamo avuto la forza di mantenere il carattere civico nonostante ognuno abbia i propri riferimenti regionali e nazionali. E il sindaco è uno che dialoga con tutti i politici di riferimento e forse questa è stata la nostra forza, non chiudere le porte e dialogare con tutti. Ma a Cinisi, a dire il vero, anche anche l’opposizione ha la sua anima sia civica, che partitica. Quindi direi che l’intero consiglio comunale è a trazione civica, dove i partiti si inchinano al bene del paese come è giusto che sia.

Quindi dopo la tua esperienza sia in giunta che in consiglio prevedi un nuovo impegno su tutti e due i fronti? E se si con quale sindaco e schieramento?

Visto che la legge elettorale è cambiata in senso maggioritario, prima di dire mi candido dovrei dire mi candido ad essere candidato poiché sarà il sindaco a scegliere la sua squadra. Ritengo che candidarsi al consiglio comunale sia una vocazione e quindi se il sindaco lo vorrà io sarò disponibile a candidarmi ovviamente a sostegno di questa amministrazione uscente.

 

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