Cinisi e Terrasini: due gemelli che si fanno dispetti

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Cinisi e Terrasini sono due comuni senza confini geografici da parecchi decenni, con una totale integrazione tra gli abitanti ed un lento aumento demografico per il flusso di persone che  dalla città si sposta verso l’interland. Un flusso non imponente come quello carinese, dove quasi la metà della popolazione arriva dalla città, ma lento e costante. Secondo gli ultimi dati Istat il primo conta 12438 abitanti, il secondo 12423. Due amministrazioni di colore politico differente, che con alti e bassi, hanno dimostrato entrambe capacità di governo del territorio e persino elementi di progresso: pensiamo alla gestione ” in house” dell’acqua e quella dei rifiuti a Cinisi o al lungomare Peppino Impastato, fatto diventare fiore all’occhiello dall’amministrazione Terrasinese, che dimostra particolare vivacità culturale.

Ancora, però, nessuno dei due comuni ha sviluppato appieno le proprie potenzialità ed i problemi per il territorio restano tantissimi e di difficile soluzione. Per il territorio, appunto. Sei residente a Cinisi o sei residente a Terrasini poco importa perché l’omogeneità territoriale imporrebbe linee strategiche comuni, risoluzione congiunta delle problematiche, armonia tra le amministrazioni. Tutte cose che appaiono ovvie a chi proviene dalla complessità della metropoli, dove, ad esempio, tra il depuratore a nord e quello a sud ci sono 25km di distanza e 400 mila abitanti nel mezzo. Qui, invece, hai la sensazione che il campanilismo prevalga sul buonsenso. Questioni come i confini (che di fatto non esistono) o la costruzione di un depuratore consortile aprono scontri che ad un occhio esterno appaiono come fatti di puntiglio . Due depuratori distanti 25 km hanno senso, ma due depuratori a distanza di 3 km non sono comprensibili. La scelta unilaterale del Sindaco di Cinisi, che si sottrae persino al confronto (vedi articolo: il depuratore della discordia, la maggioranza consiliare di Cinisi si sottrae al confronto) probabilmente inconterà (anche per la disinformazione o addirittura l’informazione mendace) il consenso della maggioranza dei “cinisara”, come ama chiamarli il Sindaco, ma siamo convinti che si debba amministrare un territorio rincorrendo gli umori della piazza piuttosto che appellandosi a tecnici e scienza?

Alla fine su questa vicenda non sceglieranno le amministrazioni comunali, ma il commissario ad Acta, resta il problema del metodo con cui si continuano ad affrontare le problematiche di un territorio unico. E fa specie constatare che quando si ricerca il confronto, come nella vicenda dell’ARO per la gestione dei rifiuti, pare che le soluzioni si possano trovare e siano anche vantaggiose per entrambi i municipi.

Un territorio, due municipi, due meravigliosi fratelli gemelli che si fanno i dispetti, quando invece si dovrebbero ricercare strumenti di governo del territorio condivisi ed armonici e procedere di pari passo nell’interesse dei 24861 abitanti.

 

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